CHE COS’è IL BULINO

BREVI CENNI STORICI

Il Bulino è il più antico utensile usato per incidere il metallo. L’origine deriva dalla tecnica usata fin dal Medio Evo dagli Orafi, che impiegavano il bulino per ottenere incavi in lamine e gioielli, successivamente colmati per rendere evidente il disegno con una mistura nera chiamata nigellum (niello, composto di rame, argento, piombo, zolfo e borace).

Quando si vide che questi lasciavano la loro impronta sulla carta umida, si ebbero le prime impressioni a Bulino.

Successivamente si pensò di stampare su carta le matrici metalliche incise, dando origine alla tecnica calcografica.

Nel 400’ artisti come Andrea Mantegna, Martin Schongauer  e sopra tutti Albrecht Dürer, incisero direttamente le loro immagini sul rame, rendendo il bulino un mezzo espressivo pienamente autonomo.

Nei secoli successivi fu impiegato prevalentemente per diffondere le riproduzioni di opere d’arte e fino a tutto l’Ottocento anche per illustrare episodi storici e di costume, diventando poi la tecnica più usata per la stampa di riproduzione.

Certo è che il suo uso presuppone una ottima padronanza sia del disegno che della tecnica per poterlo completamente sfruttare. 

Lo strumento, è costituito da un’asticella di acciaio arrotata con taglio obliquo e diagonale, formante una punta (detta becco o naso)che serve per incidere, infissa in un manico di legno a forma di pomello.

Impugnandolo con il palmo della mano, l’incisore esercita una pressione costante in avanti, facendo forza con il gomito e la spalla per far scorrere lo strumento sulla lastra, mentre contemporaneamente, impone forza con l’indice verso il basso sull’asticella di acciaio per fare in modo che la punta incida il metallo.

L’inclinazione del bulino rispetto alla superficie della lastra dipende dal tipo di affilatura del bulino stesso, ma in generale si tiene l attrezzo quasi parallelo al piano.

 I solchi realizzati, presentano pareti perfettamente rettilinee e permettono di ottenere un segno particolarmente netto e preciso, con variazioni della larghezza e della profondità.

Regolando la forza della pressione, si determina la larghezza e profondità del solco tracciato.

L’uso del bulino richiede anni di apprendistato, al fine di acquisire la necessaria sicurezza durante l’esecuzione.

 Con l’avvento dei mezzi meccanici questa arte antica è inevitabilmente decaduta.

È da augurarsi che in avvenire il vecchio bulino dei nostri magnifici maestri, venga ripreso da mani nuove e, che riesca ancora a ritagliarsi una propria autonomia artistica, come stiamo cercando di fare con ENOMIALAB .

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